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Che cos’è il tango vals e perché si balla diversamente dal tango

Tango vals

Il tango vals appartiene allo stesso universo sociale del tango argentino, ma non si balla esattamente nello stesso modo. Nelle milonghe compare accanto a tango e milonga, spesso organizzato in tandas specifiche, e porta con sé una qualità musicale riconoscibile: una pulsazione ternaria che modifica fraseggio, continuità e possibilità di movimento.

Il termine più preciso è spesso vals criollo o vals tango. Si tratta di una forma sviluppata nel Río de la Plata attraverso l’incontro tra il valzer europeo e le pratiche musicali locali. Ancora oggi i programmi dedicati alla musica argentina classificano il vals criollo insieme a tango, milonga ciudadana e candombe argentino tra i principali generi della tradizione rioplatense.

La differenza più importante non sta quindi nei passi disponibili. Molte strutture del tango possono essere utilizzate anche nel vals.

Cambia soprattutto il modo in cui vengono inserite nella musica.

Dal valzer europeo al vals criollo

Il valzer europeo si diffuse enormemente nel corso dell’Ottocento e raggiunse anche l’America Latina attraverso sale da ballo, repertori orchestrali e pratiche domestiche.

Nel Río de la Plata incontrò un ambiente musicale già in trasformazione.

Buenos Aires e Montevideo erano città attraversate da migrazioni, musiche europee, culture creole e tradizioni afro-rioplatensi. Il tango stesso nacque in questo contesto di incontri, assorbendo nel tempo elementi provenienti da differenti repertori. Tango New Zone ricorda già, nella propria ricostruzione generale, la presenza di valzer, polke, mazurche, habanera e candombe tra le forme circolanti nell’ambiente che accompagnò la nascita del tango.

Il vals praticato nell’ambiente tanguero non rimase però una semplice copia del valzer viennese.

Assunse caratteristiche proprie nella composizione, nel fraseggio e nell’interpretazione.

Entrò inoltre nel repertorio di cantanti e orchestre associate al tango. Numerosi compositori tangueri scrissero anche vals, e interpreti come Carlos Gardel e Ignacio Corsini ne registrarono diversi nel corso della prima metà del Novecento. Le biografie dei compositori dell’epoca mostrano quanto fosse normale per gli stessi musicisti muoversi tra tango e vals.

È quindi più corretto considerarlo un genere vicino al tango ma dotato di una propria identità ritmica.

La differenza fondamentale è il ritmo ternario

Il tango viene generalmente percepito attraverso una struttura binaria o quaternaria.

Il vals, invece, è costruito su una pulsazione organizzata in gruppi di tre.

La sensazione può essere rappresentata semplicemente come:

UNO-due-tre, UNO-due-tre.

Il primo tempo possiede generalmente un peso maggiore, mentre secondo e terzo completano il movimento della battuta.

Questo non significa che ogni passo debba corrispondere a uno dei tre impulsi.

È proprio qui che nasce una delle caratteristiche più interessanti del tango vals.

La coppia può scegliere di muoversi soltanto sugli impulsi principali oppure utilizzare suddivisioni più rapide.

La musica offre quindi continuamente due possibilità:

  • lasciarsi trasportare dalla grande pulsazione;
  • entrare nelle suddivisioni interne.

Il risultato è una danza che può alternare scorrimento e accelerazione senza bisogno di cambiare figura.

Nel vals non si devono necessariamente marcare tutti e tre i tempi

Uno degli errori più comuni consiste nel sentire tre impulsi e pensare di dover fare tre passi in ogni battuta.

Non è necessario.

Una coppia può eseguire un solo trasferimento del peso, lasciando che la musica completi gli altri due impulsi senza ulteriori passi.

Può anche utilizzare due o tre appoggi quando la frase e lo spazio lo permettono.

Questa libertà produce una qualità particolare.

La danza non appare come una successione meccanica:

uno-due-tre, uno-due-tre.

Può invece diventare:

  • passo
  • sospensione
  • passo
  • passo rapido
  • giro
  • pausa.

Ciò che rimane costante è la relazione con il flusso ternario.

Nel tango argentino la musicalità dipende già dalla capacità di scegliere tra pulsazione, melodia, accenti e pause, come approfondito dallo stesso Tango New Zone. Nel vals questo principio diventa ancora più evidente perché la pulsazione ternaria offre molte possibilità di distribuzione del peso.

Perché il vals sembra più circolare

Il tango viene spesso associato a camminate, direzioni nette, sospensioni e cambi improvvisi.

Il vals tende invece a suggerire maggiore continuità.

Non è una regola assoluta, ma una conseguenza frequente del ritmo.

Il tre produce una sensazione ciclica: la battuta sembra continuamente spingere verso quella successiva.

Per questo nel vals risultano particolarmente naturali:

  • giros;
  • molinetes;
  • cambi progressivi di direzione;
  • camminate curve;
  • sequenze circolari.

La coppia può sembrare trascinata da un movimento che non si interrompe.

Il giro diventa quindi uno degli strumenti più utilizzati, ma non perché il vals “obblighi” a girare.

Funziona bene perché una struttura circolare permette di distribuire diversi trasferimenti del peso all’interno della pulsazione senza spezzare continuamente il flusso.

Anche una semplice camminata può però essere perfettamente musicale.

La qualità nasce dal fraseggio, non dal numero di figure.

Come cambia la camminata

La camminata rimane fondamentale.

Tango New Zone ha già sottolineato come nel tango la qualità di un ballerino possa emergere proprio dal modo in cui organizza appoggio, peso e intenzione anche attraverso pochissimi passi.

Nel vals, però, la camminata può acquisire una qualità differente.

Nel tango un passo può essere sostenuto a lungo, seguito da una pausa molto marcata.

Nel vals la musica tende spesso a continuare a muoversi sotto quella pausa.

Una sospensione non dovrebbe quindi sembrare un’interruzione casuale. Deve continuare a contenere il ritmo.

Il corpo può restare fermo, mentre internamente la coppia percepisce ancora:

due-tre, uno-due-tre.

Quando il passo riparte, entra nuovamente dentro quel flusso.

Questo rende il vals un ottimo esercizio di ascolto: insegna che non muoversi non significa smettere di contare.

Il giro non deve diventare una corsa

Poiché il vals invita naturalmente alla rotazione, molti principianti accelerano appena entrano in un giro.

Il rischio è confondere energia musicale e velocità corporea.

Un vals può essere brillante senza richiedere passi enormemente rapidi.

Nel giro, leader e follower devono continuare a completare i trasferimenti del peso.

Se i piedi cominciano a inseguire la musica, la rotazione perde stabilità.

È spesso più efficace pensare alla struttura del giro come a una serie di appoggi distribuiti nello spazio.

Ogni passo prepara il successivo.

Il leader non dovrebbe trascinare la partner intorno a un centro fisso, e il follower non dovrebbe anticipare la rotazione per cercare di “stare dentro” il tre.

Il movimento deve rimanere una conseguenza della connessione.

Tango e vals utilizzano gli stessi passi

In larga parte sì.

Il vals non possiede necessariamente un repertorio completamente separato.

Possono comparire:

  • camminate;
  • ochos;
  • giros;
  • sacadas;
  • cambios de frente;
  • rebotes;
  • semplici variazioni ritmiche.

La differenza principale riguarda come questi elementi vengono fraseggiati.

Una figura eseguita in tango può avere un carattere molto diverso quando viene inserita in un vals.

Un ocho può essere lento e sospeso.

Un giro può accelerare per qualche tempo e poi aprirsi nuovamente.

Una camminata può attraversare una frase senza utilizzare alcuna figura elaborata.

Per questo imparare un nuovo passo non è necessariamente il modo migliore per migliorare il vals.

È spesso più utile utilizzare materiale già conosciuto e modificarne il rapporto con la musica.

Come ascoltare una tanda di vals

Una tanda di vals può essere studiata senza ballare.

Un primo ascolto dovrebbe cercare soltanto il tempo forte.

Una volta individuato, diventa possibile percepire gli altri due impulsi.

Il secondo passaggio consiste nel riconoscere la frase.

La melodia non ricomincia necessariamente dopo ogni battuta. Come nel tango, la musica costruisce periodi più lunghi, con aperture, risposte, climax e chiusure.

Il terzo ascolto può concentrarsi sull’orchestrazione.

Violino, bandoneón, piano e voce possono suggerire qualità molto differenti.

Non tutti i vals sono leggeri.

Alcuni sono lirici, altri estremamente ritmici, altri ancora presentano una forte componente cantata.

Per questo non esiste una sola maniera corretta di “ballare il vals”.

La struttura ternaria rimane comune, ma l’interpretazione dipende dalla registrazione concreta.

Vals e tango non utilizzano le pause nello stesso modo

Una delle differenze più interessanti riguarda la sensazione della pausa.

Nel tango una pausa orchestrale può produrre una forte impressione di arresto.

La coppia può sospendere completamente la camminata e attendere la ripartenza.

Nel vals, invece, la pulsazione spesso continua a essere percepita anche quando la melodia sembra aprirsi.

La pausa può quindi essere più simile a una sospensione dentro il movimento.

Il corpo non deve necessariamente fermarsi completamente.

Può rallentare.

Può completare un trasferimento.

Può trasformare un passo in una rotazione molto piccola.

Questa differenza non è una legge universale, perché dipende dall’orchestra e dal brano.

Serve però a comprendere perché applicare automaticamente al vals tutte le abitudini sviluppate sul tango può produrre un’interpretazione poco naturale.

Tango, vals e milonga: tre qualità diverse

Nella stessa serata possono quindi comparire tre universi ritmici.

  • Tango: offre una grande varietà tra pulsazione, melodia, sospensioni e accenti.
  • Vals: costruisce un flusso ternario che favorisce continuità, rotazione e differenti suddivisioni.
  • Milonga: presenta generalmente una qualità più ritmica e vivace, con una relazione particolarmente evidente con la pulsazione.

Questa distinzione spiega perché nelle milonghe tradizionali i tre generi vengono normalmente organizzati in tandas separate.

Non si tratta soltanto di cambiare musica.

Cambia il modo in cui la coppia distribuisce peso, energia e movimento.

Gli errori più comuni nel tango vals

Fare tre passi per ogni battuta

La pulsazione ternaria non obbliga a utilizzare ogni impulso.

Girare continuamente

Il carattere circolare non significa che una tanda debba diventare una successione di giros.

Accelerare per seguire la musica

Il ritmo può essere rapido senza richiedere passi più grandi o incontrollati.

Applicare le stesse pause del tango

Nel vals la continuità può rimanere percepibile anche durante una sospensione.

Dimenticare la ronda

Una sequenza circolare deve comunque rispettare lo spazio delle coppie vicine. Il floorcraft continua a essere fondamentale anche quando il giro sembra musicalmente perfetto. Tango New Zone ha già approfondito quanto la qualità sociale del tango dipenda dalla capacità di adattare figure e traiettorie allo spazio reale.

Pensare che servano figure speciali

La differenza più importante è musicale, non coreografica.

Imparare il vals significa imparare a distribuire il tempo

Il tango vals è particolarmente utile perché costringe a osservare una caratteristica essenziale del tango argentino: il passo non è obbligato a coincidere sempre con ogni impulso musicale.

La coppia può scegliere.

Può attraversare una battuta con un unico trasferimento.

Può accelerare per alcuni impulsi.

Può girare.

Può sospendere.

Può tornare alla camminata.

La qualità dipende dal mantenimento di una relazione continua con il tre.

È questo che distingue il vals da un tango semplicemente eseguito su una musica differente.

Il vocabolario può essere simile.

La grammatica musicale cambia.

Ed è proprio imparando ad ascoltare questa grammatica che il tango vals smette di sembrare un tango più veloce e rivela la propria identità: una danza nella quale la coppia può lasciarsi trascinare da un movimento ternario continuo, scegliendo di volta in volta quanto di quel flusso trasformare realmente in passi.